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Approfondimento |
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Gli esseri umani fanno davvero di tutto per essere "belli" e la storia dell' umanità è ricchissima di esempi lampanti che dimostrano questa tendenza. Si potrebbe pensare ad una vera e propria necessità biologica legata alla stessa sostanza costitutiva dell' essere uomini. Si può fare umanità in tanti modi, e quindi l'essere umano può essere costruito sotto una miriade di punti di vista, ma è fuori discussione che una delle dimensioni maggiormente suscettibili di modellamento è quella estetica. Diventare "umani" è un compito a cui gli esseri umani non hanno mai potuto sottrarsi in quanto l'umanità non è data e garantita biologicamente ma ha l'esigenza di essere costruita culturalmente. Fare umanità significa anche e soprattutto, per molte culture, intervenire esteticamente sul corpo lasciandovi segni di umanità e di bellezza, e la stessa "bellezza" può essere vista come una ricerca di umanità. Ogni gruppo sociale modella e organizza il corpo imprimendovi i segni dell' umanità che gli è propria e che comunque intende realizzare. In questa ottica va inserito il discorso sul tatuaggio. Tecnicamente un tatuaggio è una penetrazione sottocutanea di sostanze coloranti a cui consegue la elaborazione di un disegno. Il tatuaggio risulta una modifica irreversibile (tranne nel caso dell'utilizzazione di tecniche chirurgiche abbastanza sofisticate per la rimozione) ottenuta mediante un intervento penetrante e riprende il tema delle pitture corporali. Infatti il tatuaggio (la parola inglese tatoo deriva dalla radice tahitiana tatau, "infliggere ferite") è la rappresentazione di disegni o figure, ottenuta con strumenti appuntiti che fanno penetrare sotto la pelle una certa quantità di sostanza colorante. Il tatuaggio è ormai conosciuto in quasi tutte le società ed ha una valenza quasi universale. Da un punto di vista storico, però, i casi più interessanti appartengono all'Estremo Oriente (Giappone) ed alla Polinesia (nelle isole Marchesi, gli uomini aristocratici avevano tutto il corpo tatuato). Tra i Maori il tatuaggio era in gran parte riservato a gli uomini nobili e liberi ed era collegato ad un lungo processo di acquisizione di un grado più completo di umanità: un uomo senza tatuaggio era nudo. Il primo tatuaggio era solitamente praticato in occasione della pubertà e dovevano passare molti anni prima che il Moko (questo è il nome del tatuaggio Maori) venisse completato. Simbolo dell'unicità e dell'irripetibilità dell'individuo, il Moko era pure segno di raggiunta completezza, tant'è vero che senza un Moko completo gli uomini Maori non sono persone complete. |
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